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''Quando Pavese scriveva a Mussolini'', rilettura di alcune lettere al Duce
16/07/2010 di Adnkronos.com
www.adnkronos.com/IGN/News/Cultura/Scrittori-quando-Pavese-scriveva-a-Mussolini-rilettura-di-alcune-lettere-al-Duce_688728091.html

''Ci si avvia a celebrare Cesare Pavese nel sessantesimo anniversario della morte (nato nel 1908 - e morto nel 1950). Uno scrittore importante, centrale ma anche, per il contesto in cui viviamo, ''politicamente scorretto''. Non va dimenticata la polemica innescata nel 1990 con la pubblicazione del suo ''Taccuino segreto'' dove si evince, ancora una volta, la sua vicinanza al Fascismo. Cosa da noi sottolineata in piu' occasioni ma si evidenzia anche un altro aspetto che e' quello di un segno irriguardoso nei suoi confronti da parte di politici comunisti e di intellettuali antifascisti. Non vanno dimenticate le parole che uso' Pajetta quando si pubblicarono i 'Taccuini'. Dietro alla storia del Fascismo di Pavese si sono consumate numerosi conflitti anche di natura letteraria. E' giunto il momento di fare chiarezza e di non abbandonarsi a facili giudizi. E' cio' che ha dichiarato Pierfranco Bruni, presidente del Centro Studi e Ricerche ''Francesco Grisi'' che all'opera di Pavese ha dedicato tre libri e numerosi saggi e si appresta a pubblicare un nuovo lavoro dal titolo emblematico: ''L'amore e l'impossibile in Cesare e Costanze'', in cui si parla della sua ultima storia d'amore tra Pavese e l'attrice americana Constance Dowling. C'e' un dato di fondo sostengono al Centro Studi e Ricerche ''Francesco Grisi ed e' quello che non si puo' ormai disconoscere che Cesare Pavese abbia aderito al fascismo. Come molti intellettuali e scrittori della sua generazione. ''A provarlo, sostiene Bruni, non sono soltanto la sua iscrizione al Pnf (nel 1933) e le pagine di diario, risalenti al periodo del Ventennio, pubblicate successivamente nel 1990, e rimaste inedite sino a quella data, ma a confermare e a definire il suo fascismo vi sono le lettere, indirizzate agli organi di governo, scritte dal confino di Brancaleone in Calabria (1935 - 1936) dove era stato mandato per un puro errore e non per reali motivi politici oltre ad alcune pagine emblematiche de La luna e i falo', romanzo antiresistenza per eccellenza che anticipa di cinquant'anni le ricerche e gli studi di Giampaolo Pansa". (Adnkronos.com)
 


 
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