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Genova presenta ''Caravaggio e la Fuga'', fino al 26 settembre
31/03/2010 di Emilio Campanella
Così si chiama il pretesto espositivo proposto alla Villa del Principe di Genova sino al 26 Settembre, LA PITTURA DI PAESAGGIO NELLE VILLE DORIA PAMPHILI. Ulteriore pretesto che attirerà molti è la presenza del RIPOSO DURANTE LA FUGA IN EGITTO di Caravaggio, dalla Galleria D.P. di Roma, opera misteriosa ed intrigante presente anche per una supposta breve presenza del pittore in fuga, nella Superba, forse ospite della villa anche per un progetto di affresco poi non realizzato. La Villa è ad un passo dalla Stazione Principe, il giardino è stato orto di guerra, ha subito un bombardamento durante l'ultima guerra mondiale, perché credutoa torto quartier generale tedesco; ancora, alcuni anni orsono, ricordo il cinema all'aperto, con le seggiole accanto alla magnifica fontana del Nettuno, (l'altra, altrettanto bella rappresenta un magnifico tritone), e la rassegna, il cui manifesto riproduceva la divinità, s'intitolava: UN MARE DI FILM. E', quindi un'occasione molto interessante per compiere un percorso fra le sale dell'edificio, molto più ampio che in precedenza, anche grazie ad un lunghissimo e impegnativo restauro, che sta avviandosi, fra non molto verso la sua dirittura finale. Oltre alle opere pittoriche provenienti dalle varie collezioni di famiglia, sono esposte documentazioni relative ai vari edifici ed alle ragioni della loro costruzione e delle loro ubicazioni. Si parte da Genova con Andrea Doria e Giovanni Andrea Primo Doria, si parla di Carlo V; successivamente molte delle opere presenti nel palazzo partiranno per Roma. Insomma, la ricostituzione della quadreria come è accaduto nella villa di Genova Pegli, "replica" di quella del Principe. Tornando alla mostra temporanea che, come avrete capito, non è che uno dei motivi d'interesse della manifestazione, prende le mosse da Merisi e dallo sfondamento spaziale paesaggistico del suo quadro, per seguire un filo logico legato al viaggio come fuga, come evasione dagli impegni mondano-burocratici, motivo, anche quello della cortruzione di molte ville decentrate. Se è doveroso citare il ritratto di Andrea Doria di Sebastiano del Piombo,non si può non citare quello del Principe di Melfi, sempre Giovanni Andrea I con il fedele cane Roldano (Attribuito a Vaiani), ed assolutamente, anche quello di Aurelio Lomi, dedicato al medesimo amatissimo animale. Ci sono nomi di paesaggisti importanti come Pieter Mulier, Gaspard Dughet, Jan de Momper, ma quello che mi sarei portato a casa è un piccolo olio su tela (50 per 68) di Jan TheuniszBlanckerhoff. VEDUTA DELLA LANTERNA DI GENOVA DAL MARE in cui alcuni velieri, le vele gonfie, inclinati, lottano con il vento, su un mare tempestoso, per non frantumarsi sugli scogli; in cielo nubi cupe e cariche di pioggia; una scialuppa cerca di guadagnare la riva.
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La Manica Tagliata
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