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Primavera a Palazzo Fortuny
03/04/2010 di Emilio Campanella
Si sono inaugurate tre mostre a Palazzo Fortuny di Venezia, e rimarranno aperte sino al 18 Luglio. Si tratta di tre proposte estremamente differenti e molto stimolanti, infatti ad ogni piano si respira un'atmosfera diversa. Al piano terra sono esposte tredici opere del veneziano Francesco Candeloro che compongono l'installazione CITTÀ NELLE CITTÀ cui si aggiungono ALTRI SEGNI ALTRE FORME del 2008, e OCCHI 99 del 2003. I lavori realizzati in plexiglass trasparente con stampe al laser, giocano sulle sovrapposizioni di immagini, i contrasti di colore e gli sfondamenti spaziali reali e presunti. Occorre qualche minuto per abituarsi, nelle luci soffuse, e per entrare nel gioco di rifrazioni e sovrapposizioni che l'artista propone con grande abilità. Un gioco raffinato ed ammiccante. Dopo la bella libreria, questa volta organizzata all'ammezzato, si prosegue per il primo piano nobile dove ci aspetta: MARIANO FORTUNY LA SETA E IL VELLUTO, dove è messo in scena con grande gusto un dispiegamento di "pezzi" della collezione permanente più alcune "ospitalità", un po' facendo tesoro dell'esperienza dei magnifici allestimenti delle mostre ospiti negli ultimi anni (ARTEMPO 2007, INFINITUM 2009) che integravano le opere del palazzo. Così è anche in questa occasione. L'esposizione è un insieme unico in cui è intrigante seguire il filo dell'avventura dei mitici abiti DELPHOS che ritornano dove sono stati creati, dalle collezioni americane di Keith H. Mc Coy, Los Angeles e della famiglia Riad. Si tratta di una quarantina di pezzi, fra abiti ed accessori, esposti ed illuminati con rara sapienza (merito di Gabriella Ferretti), tanto in conversazione fra loro, nel salone centrale, come soli e pensosi nelle stanze più piccole. Anche a Barcellona, alla Pedrera, è in corso una mostra dedicata al grande catalano, aperta sino al 7 Giugno, e che fa un ampio excursus sulla carriera e la poliedrica genialità dell'artista trapiantato a Venezia, anche questa manifestazione è in collaborazione con i Musei Civici Veneziani. Ancora un piano e ci si trova in un'epoca ed in una cultura lontanissime per la mostra SAMURAI che propone un'ampia scelta di armature giapponesi, di elmi e di accessori da guerra della collezione Koelliker di Milano. La maggior parte di ciò che si vede appartiene al periodo EDO ( antico nome dell'attuale Tokio) sede dello Shogun- mentre l'imperatore risiedeva nella capitale antica, Kioto- e va dal 1603 al 1867, mentre con la restaurazione dell'imperatore Meiji del 1868 il potere ritorna nelle mani della famiglia imperiale che spingerà per una modernizzazione del paese e per l'apertura delle frontiere, dopo secoli di chiusura agli stranieri. Ma le cose che vediamo appartengono ancora a quello che qualcuno ha definito "l'eterno medioevo giapponese" , ed infatti, sono, nella quasi totalità, del periodo succitato. Avevo già visto questa mostra qualche mese fa a Palazzo Reale, a Milano, ma debbo dire che qui , nel grande spazio altissimo d'aria del secondo piano nobile di questo edificio gotico l'effetto è strabiliante, anche perché la precedente esposizione era in sale piccole che soffocavano la forza di queste potenti, feroci, spaventevoli armature. E' soverchiante l'effetto di vedere questi guerrieri in fila , seduti con le loro insegne (ricordo un interessante scritto intitolato: L'ELOGIO DELL'UOMO SEDUTO in margine allo straordinario KAGEMUSHA di Akira Kurosawa) , le spade, le lance , ricoperti da quelli che sembrano gusci di animali marini, con le maschere grifagne irti di lunghissimi peli: sopracciglia, mustacchi, barbe spaventevoli, per non parlare degli elmi fantasiosi e terrorizzanti. Al di là delle considerazioni dettate da una identificazione nell'avversario di questi bellicosi guerrieri, consiglio una visita attenta e minuziosa per vedere da vicini ogni particolare degli ornamenti e dei materiali di questi capolavori. Il bel catalogo è pubblicato da Mazzotta, quello su Mariano Fortuny, da Skira, e quello su Francesco Candeloro, dai Musei Civici Veneziani.
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La Manica Tagliata
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