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Love Parade. diciannove morti
25/07/2010
di Unita.it
www.unita.it/news/mondo/101670/strage_alla_love_parade_i_morti_salgono_a_c_anche_unitaliana
L'organizzazione: ''La manifestazione non avrà mai più luogo''
Il panico scoppiato all'ingresso del tunnel di accesso alla Love Parade di Duisburg, in Germania, ha causato almeno 19 morti e oltre 340 feriti, in un bilancio che rischia di aggravarsi ora dopo ora. La Farnesina: Giulia Minola, 21 anni, di Brescia, tra le vittime della tragedia nella cittadina tedesca. Tra le vittime vi sono altri tre cittadini non tedeschi. Lo ha detto il capo della polizia di Duisburg, Detlef von Schmeling, precisando che le altre vittime sono un olandese, un australiano e un cinese, senza fornire le loro identità. Per quanto riguarda i feriti, che secondo i bilanci forniti dalla stampa sono intorno a 340, non si può ancora fornire un bilancio certo. Un'altra ragazza italiana è rimasta ferita in modo non grave. Secondo alcuni media tedeschi, la ressa è stata originata dal tentativo della polizia di impedire l'accesso a migliaia di persone all'area dove si svolge l'evento, il sito di una ex acciaieria dismessa a metà degli Anni '80 e trasformato in parco pubblico. Secondo molti testimoni, il tunnel di accesso era semplicemente «troppo stretto» per garantire l'afflusso dei partecipanti. La tragedia, sintetizza Bild online, basandosi sulla testimonianza del suo reporter sul posto, «è avvenuta all'entrata principale, un vero e proprio collo di bottiglia: a causa del sovraffollamento, in migliaia volevano abbandonare il terreno della Vecchia stazione merci dove è posizionato il palco. Al tempo stesso, sono arrivati in migliaia che volevano raggiungere il palcoscenico! È sconvolgente.». «Urla, paura, panico», descrive la Bild: «Migliaia di persone si sono scontrate, molti - almeno una dozzina di persone - sono stati stritolati, capovolti nella ressa e hanno dovuto essere rianimati da personale sanitario». Un partecipante alla manifestazione, Marius, di 18 anni, riferisce ancora Bild, ha raccontato che «non c'è stata possibilita di fuga, la gente faceva come un muro. Ho avuto paura di morire». «Ho avuto fortuna: ho trovato un piccolo buco, ma accanto a me sono morte due donne», ha raccontato inoltre una ragazza. La Procura di Duisburg ha ufficialmente aperto un'inchiesta sulla tragedia, mentre la polizia ridimensiona le cifre dell'affluenza all'evento. L'area dove si svolgeva il concerto «poteva accogliere oltre 300.000 persone, ma non è mai stata piena», ha sostenuto in conferenza stampa Wolfgang Rabe, capo dell'unità di crisi. Secondo gli organizzatori, la Love Parade ha richiamato, nel corso dell'intera giornata, circa 1,4 milioni di persone. Sono stati mobilitati circa 1.200 poliziotti. Per Rabe, le «sole cifre attendibili» sono quelle relative alle persone arrivate via treno, che alle 14 risultavano essere 105.000. Il capo dell'unità di crisi non ha fornito ulteriori dettagli sull'accaduto, evocando l'inchiesta aperta dalla Procura. L'evento è stato fatto proseguire: la maggior parte dei partecipanti è rimasto all'oscuro della gigantesca ressa. «L'Unità di crisi della città di Duisburg ha deciso di non porre fine alla manifestazione per motivi di sicurezza», ha detto il portavoce del municipio, Frank Kopatschek, nell'annunciare la misura, aggiungendo che le uscite di sicurezza dell'area nel frattempo sono state aperte e «numerosi visitatori» ne hanno approfittato per allontanarsi. Nata a Berlino nel 1989, sull'onda del crollo del Muro di Berlino, l'annuale Love Parade a suon di musica techno era stata organizzata di nuovo dopo una pausa osservata l'anno scorso. Dopo la strage, l'organizzazione della Love Parade ha annunciato oggi che la manifestazione sarà definitivamente annullata e non avrà mai più luogo. Rainer Schaller, l'organizzatore, in conferenza stampa è stato chiaro: «La Love Parade è arrivata alla fine. È sempre stata un evento pacifico e una festa, non si farà più». Nel mirino della critica è finita proprio l'organizzazione dell'evento che avrebbe consentito l'arrivo di un numero eccessivo di persone in un luogo diventato troppo piccolo e con un solo ingresso. Persino il fondatore dell'evento, Matthias Roeingh, conosciuto come Dr Motte, ha denunciato problemi di organizzazione, ricordando che «l'unico ingresso attraverso un tunnel ha provocato la catastrofe».
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